progetto, coreografia Stefania Tansini
danza (presenze da definire) Carolina Ellero, Stefania Tansini
progetto sonoro (da definire)
luci Elena Gui
costumi Chiara Venturini, Stefania Tansini
organizzazione e promozione Federica Parisi
co-prodotto da Nanou, ORBITA | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza
con il sostegno di Étape Danse | progetto supportato da Fabrik Potsdam (DE), Bureau du Théâtre et de la Danse (DE), La Briqueterie CDCN (FR), Mosaico Danza/ Festival Interplay (IT), in partnership con Lavanderia a Vapore/ PDV e Torinodanza Festival / Fondazione del Teatro Stabile di Torino, Lavanderia a Vapore | residenze coreografiche, Mosaico Danza all’interno del progetto FREE SEED – sconfinamenti, finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico Torino che Cultura!, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino | Centro di Residenza Emilia-Romagna
Studi per M / Madeleine è un progetto coreografico che indaga la relazione tra i luoghi e la figura umana. Madeleine espande la sensibilità verso i luoghi, i paesaggi, ciò che circonda e accoglie il corpo, e nel corpo attua un processo di connessione tra apparenti confini spaziali e temporali.
È come cercare dove e quando l’artificio coreografico e la concretezza della realtà convergono per creare una terza dimensione, un incontro che straborda. Come lavorare ad un percorso coreografico puro e aprirlo alla spazialità del reale a partire dal corpo come elemento che unisce e che sconfina. Come agire nel il tempo presente e stare in ascolto di temporalità stratificate che emergono.
Ricercare uno stato del corpo che permetta quest’accadimento attraverso una necessaria acutezza e puntualità del movimento. L’attenzione al perenne collocamento del corpo, dove il corpo si pone e come sta, è il confine sul quale il progetto si andrà a delineare inizialmente.
Il processo si muove tra il piano corporeo – movimento, presenza, azione – e il contesto.
Fuori o dentro il teatro, si tratta di sottrarre alle materie la loro funzione utilitaria e far emergere ciò che le materie sono, eliminando sovrastrutture o intenzioni. Madeleine vuole aprire le materie e osservarne l’interno, accostare e cucire insieme pezzi di realtà, vivere la danza come strumento più vicino a quel non detto che i corpi emanano e che i luoghi celano. Inserirsi in una soglia temporale, in uno scarto, in un fuoriluogo e in un fuoritempo, in uno stato di presentificazione ricco di possibilità. Questo processo è Madeleine.